L'arte orafa dei Celti è una delle vette tecniche e artistiche dell'Età del Ferro europea. Gli oggetti d'oro e d'argento usciti dalle officine celtiche fra il V secolo a.C. e il I secolo d.C. — torque, anelli, fibule, monete, calderoni, finimenti per cavallo, vasellame da banchetto — rivelano una maestria tecnica e un gusto decorativo che colpirono i contemporanei greci e romani: gli stessi autori antichi che descrivevano i Celti come "barbari" non potevano fare a meno di ammirare la finezza dei loro gioielli.

L'arte orafa celtica è anche, archeologicamente, una delle fonti di datazione più precise che abbiamo. Le fibule, in particolare, hanno tipologie strette per cronologia e per area geografica: gli specialisti possono datare un sepolto celtico a 30-50 anni di precisione dalla sola fibula. È uno degli ambiti dove l'archeologia celtica ha raggiunto raffinatezze metodologiche notevoli.

Arte orafa celtica: torque in oro a treccia trafilata

In questo articolo: la tecnica orafa celtica, gli oggetti principali (torque, fibule, monete), gli stili decorativi (Hallstatt, La Tène iniziale e tarda), i grandi tesori archeologici, e dove vedere l'oreficeria celtica oggi.

La tecnica: un'eccellenza europea

I Celti erano fra i migliori metallurghi dell'Europa antica. Le loro tecniche di lavorazione dell'oro, dell'argento, del bronzo e del ferro raggiunsero livelli tecnici molto avanzati. Le principali tecniche orafe attestate:

  • Trafilatura (per filo metallico): consente di produrre fili d'oro e d'argento uniformi, su cui poi lavorare con torsioni, intrecci, treccia.
  • Sbalzo a martello (repoussé): figura ottenuta battendo dal rovescio una lamina sottile, in modo che il motivo emerga dal lato visibile. Tecnica usata per calderoni, fasce decorative, statuette di lamina.
  • Granulazione: minuscole sfere d'oro saldate alla superficie a formare disegni. Tecnica raffinata documentata in alcuni torque etrusco-celtici di particolare lusso.
  • Filigrana: fili sottilissimi saldati a formare motivi, spesso con incastonature di pietre o smalti.
  • Smaltatura: applicazione di vetro colorato (rosso corallino soprattutto) fuso a vetrate o a champlevé.
  • Coniazione: incisione di matrici per battere monete d'oro e d'argento.

Una specifica tecnica celtica è la decorazione a coralli incassati: incassi rotondi di corallo rosso del Mediterraneo, montati su bronzo o oro, frequenti in elmi cerimoniali, fibule di pregio, scudi. Il corallo era un materiale di prestigio, importato dall'area mediterranea, e segnava l'élite aristocratica.

I torque: il gioiello-emblema

Il torque (in latino torquis, dal verbo torquere, "torcere") è il simbolo per eccellenza dell'aristocrazia celtica: una collana rigida in metallo, costruita a partire da un singolo filo o da più fili intrecciati, con estremità a sfera, a tampone o a testa di animale.

Dettaglio dell'incisione di un terminale di torque in oro celtico
Gli abbiamo dedicato un articolo intero — Torques celtici — perché meritano l'attenzione che hanno avuto. Qui basti ricordare:

  • I torque erano gioielli di rango, indossati da nobili e guerrieri come segno visibile di status.
  • Esistono in oro (massimi pregio), argento o bronzo (per il ceto inferiore).
  • I tipi più famosi: il torque di Snettisham (Norfolk, Inghilterra, II-I secolo a.C., al British Museum), il torque di Erstfeld (Svizzera), i numerosi torque della tomba della principessa di Vix (Borgogna, V secolo a.C.).
  • Il torque appare anche come attributo divino: Cernunnos ne porta uno al collo e uno in mano (vedi Cernunnos).

Le fibule: la grammatica del costume

Le fibule celtiche — gli attuali "spille" di sicurezza usate per chiudere il mantello sulle spalle — sono fra gli oggetti più studiati dall'archeologia. Le loro forme cambiano di decennio in decennio e gli specialisti hanno costruito tipologie cronologico-geografiche strettissime.

I tipi principali, in ordine cronologico:

  • Fibula Hallstatt (VIII-V secolo a.C.): a forma di drago, a navicella, a sanguisuga.
  • Fibula La Tène I (V-IV secolo a.C.): a pendente, a fascia, con piede ricurvo sopra l'arco.
  • Fibula La Tène II (III-II secolo a.C.): piede saldato all'arco, sviluppo dei motivi vegetali.
  • Fibula La Tène III (I secolo a.C.-I secolo d.C.): tipologie tarde, contatti con il mondo romano, simmetrie razionalizzate.

Una fibula d'oro celtica è spesso il pezzo più prezioso di un corredo tombale: i nobili celti la indossavano in coppia, una su ciascuna spalla, a chiudere il mantello su entrambi i lati. Sono attestate fibule con micro-decorazioni a smalto rosso e bianco, con piccole figure zoomorfe, con motivi vegetali stilizzati.

Le monete: l'oro celtico continentale

I Celti coniarono monete con grande frequenza a partire dal III secolo a.C.. Le loro monete erano spesso ispirate (per modello) ai filippi macedoni (i tetradrammi d'oro di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno), ma con interpretazioni stilistiche tipicamente celtiche: i ritratti diventano astratti, i volti si scompongono in motivi vegetali, i cavalli al rovescio si trasformano in fantastiche creature.

Le principali emissioni celtiche:

  • Monete dei Galli Insubri in Cisalpina (III-II secolo a.C.).
  • Monete dei Galli Boi (III-II secolo a.C.): più dense e regolari.
  • Monete della Gallia transalpina (II-I secolo a.C.): grande varietà di tipi locali, con figure animali (cinghiali, cavalli, uccelli).
  • Monete dei Galli Lingoni, Carnuti, Bituriges, Arverni: stile astrattivo spesso suggestivo, con cavalli stilizzati al limite del decorativo.
  • Monete delle tribù britanniche pre-romane (I secolo a.C.-I secolo d.C.): particolarmente lavorate quelle dei Iceni (Boudica) e dei Cantii.

Per un appassionato di numismatica, le monete celtiche sono uno dei territori più affascinanti: a costi accessibili (molte monete celtiche comuni sono nei mercati numismatici fra 50 e 300 €), permettono di possedere oggetti vecchi di 2000-2300 anni di alto valore storico-artistico.

Gli stili decorativi

L'arte orafa celtica ha attraversato fasi stilistiche ben distinte, studiate sistematicamente dall'archeologia:

Fibula celtica La Tène con incassi di corallo rosso

Stile Hallstatt (700-450 a.C.)

Decorazione geometrica, lineare: trecce, triangoli, motivi a meandro, strigliature (linee parallele incise). Influenza orientale (vicino-orientale, etrusca, scita) evidente nelle figure zoomorfe stilizzate.

Stile La Tène I "ornamentale" o "primitivo" (450-300 a.C.)

Comparsa dei motivi vegetali curvilinei: foglie di acanto, palmette, viticci. Influenza greco-etrusca rielaborata in chiave originale. Caratteristici i motivi a "S" e a "fagiolo".

Stile La Tène II "plastico" (300-200 a.C.)

Le decorazioni si fanno a tutto tondo, con plasticità accentuata: rilievi forti, figure di animali fantastici (la triscele in funzione decorativa, vedi Triskele), nodi e intrecci complessi. Capolavoro di questo stile è il calderone di Gundestrup (II-I secolo a.C., vedi Mitologia celtica e Cernunnos).

Stile La Tène III "tardo" (200 a.C.-50 d.C.)

Razionalizzazione e simmetrizzazione progressiva, contatti crescenti con l'estetica romana, ma anche la fioritura dello stile insulare britannico, che evolverà in direzione del successivo arte ango-celtica dei manoscritti miniati medievali (Libro di Kells, Libro di Durrow).

I grandi tesori

L'archeologia celtica ha restituito alcuni tesori straordinari:

Il tesoro di Snettisham (Norfolk, Inghilterra)

Scoperto in più riprese fra il 1948 (Ray Williamson alla guida di un aratro, 12 novembre 1948) e il 1990 in un campo dell'Estate di Ken Hill. Comprende circa 175 torque in totale (75 più o meno completi, oltre a frammenti di un centinaio di altri), in oro, elettro (lega oro-argento), argento, bronzo. Datazione: età del ferro tarda, I secolo a.C. È il più grande deposito di torque celtici al mondo. I pezzi sono conservati al British Museum di Londra e al Norwich Castle Museum. Si pensa fosse il tesoro di una tribù locale (gli Iceni?) nascosto in vista di un'invasione.

Il tesoro di Erstfeld (Canton Uri, Svizzera)

Scoperto nel 1962 durante lavori autostradali. Quattro torque d'oro con decorazioni splendide, di IV secolo a.C. Conservati al Museo nazionale svizzero di Zurigo.

Il tesoro di Vix (Borgogna, Francia)

Tomba principessa databile al 500 a.C. circa. La defunta, sui 30-40 anni, era sepolta con un cratere in bronzo di 1.63 metri di altezza (il più grande dell'antichità), un torque in oro di 480 grammi, anelli, fibule, vasellame. Conservato al Musée du Pays Châtillonnais di Châtillon-sur-Seine. Una delle tombe principesche celtiche più ricche d'Europa.

Il tesoro di Hochdorf (Württemberg, Germania)

Tomba principesca databile al 530 a.C. circa (Hallstatt). Scoperta nel 1968 da un archeologo amatoriale, scavata 1978-79 sotto la direzione di Jörg Biel. Il defunto, un uomo di circa 50 anni alto 180 cm, era sepolto disteso su un divano in bronzo con otto ruote lungo 275 cm, con arredi d'oro che includevano un torque placcato d'oro, un bracciale, un cappello di betulla, un pugnale di bronzo e ferro placcato d'oro, e un calderone bronzeo da banchetto greco originariamente con ~400 litri di idromele. Conservato al Württembergisches Landesmuseum di Stoccarda.

Il tesoro di Manching (Baviera, Germania)

Centinaia di torque, fibule, statuette d'oro dell'oppido di Manching (II-I secolo a.C.). Nel 2022 una parte del tesoro è stata rubata in un colpo audace dal museo (recuperata in parte). Conservato a Manching e a Monaco di Baviera.

In Italia: dove vedere oreficeria celtica

I principali musei italiani con oreficeria celtica importante sono:

  • Museo Archeologico di Bologna: torque e gioielli boi.
  • Museo della Città di Brescia: ornamenti in argento dei Cenomani.
  • Museo Archeologico di Milano: torque e fibule insubri.
  • Museo Archeologico di Sesto Calende: corredi tombali con oreficeria di alta lega.
  • Museo Civico di Vigevano (Lomellina): piccola ma significativa selezione celto-romana.

Per un quadro completo dei musei italiani con materiali celtici, vedi Musei celtici in Italia.

L'eredità: dall'oreficeria celtica all'arte irlandese medievale

L'arte orafa celtica non si esaurì con la romanizzazione. In Irlanda, mai conquistata da Roma, l'eredità continuò ininterrotta per mille anni, evolvendo in direzione dell'arte insulare cristiana del VII-X secolo. Capolavori come:

  • Il Calice di Ardagh (VIII secolo): conservato al National Museum of Ireland, Dublino.
  • La Spilla di Tara (VIII secolo): la più famosa fibula altomedievale irlandese.
  • Il Libro di Kells (IX secolo): l'evangeliario miniato con decorazioni vegetali-geometriche di chiarissima derivazione celtica.

Sono discendenti diretti dell'arte orafa celtica antica: gli intrecci, i motivi vegetali, i nodi delle pagine miniate medievali derivano in linea retta dalla decorazione metallica La Tène.

Questa continuità è quello che rende lo stile celtico così riconoscibile ancora oggi nei tatuaggi (vedi Tatuaggi celtici), nei gioielli moderni (Gioielli celtici), nelle illustrazioni di matrice celtica. Quando una madre indossa una croce celtica d'argento, sta indossando un manufatto la cui linea estetica risale ininterrottamente di 2500 anni.

In sintesi

L'arte orafa celtica è una delle vette dell'artigianato europeo antico: tecnica raffinata, gusto decorativo originale, oggetti di prestigio. La sua durata in continuità con l'arte insulare cristiana e con l'estetica celtica moderna ne fa un fenomeno culturale di lunga durata, ancora attivo dopo 2500 anni.

Per l'estetica celtica nell'arte oggi, vedi Simboli celtici. Per l'arte insulare cristiana che ne è la continuazione, Croce celtica. Per i singoli simboli geometrici della tradizione, Triskele, Nodo celtico, Albero della vita celtico.

Fonti