Elmo e schinieri della tomba di Sesto Calende, esposti al Castello Sforzesco
Foto di Giovanni Dall'Orto, licenza con attribuzione — Fonte

Le tombe dei guerrieri di Sesto Calende raccontano la cultura di Golasecca attraverso corredi funerari, armi e oggetti di prestigio. Non sono un singolo museo da visitare in fretta: il modo più utile per avvicinarsi al tema è un piccolo itinerario fra il territorio del basso Verbano, il Civico Museo Archeologico di Sesto Calende e il Museo Archeologico del Castello Sforzesco a Milano.

Golasecca non è una scorciatoia per dire Celtico

La cultura di Golasecca si sviluppò fra IX e V secolo a.C. nella Lombardia occidentale, nel Piemonte orientale e nel Ticino. Le istituzioni locali descrivono i suoi contatti con il mondo etrusco-mediterraneo e con l'area dei principati transalpini. È un contesto fondamentale per capire le origini preromane dell'Italia settentrionale, ma va trattato con precisione: non coincide automaticamente con le fasi galliche più tarde.

Tre tappe

  1. Museo Archeologico di Sesto Calende: conserva una ricca raccolta di reperti del territorio e offre il punto di ingresso più diretto alla cultura di Golasecca.
  2. Monsorino di Golasecca: l'area funeraria aiuta a immaginare il paesaggio delle necropoli; gli oggetti sono conservati a Sesto Calende.
  3. Castello Sforzesco, Milano: il Museo Archeologico conserva la Prima Tomba di Guerriero di Sesto Calende, della fine del VII secolo a.C.

Prima di muoversi, controlla sempre aperture e condizioni sui siti degli enti: gli allestimenti e l'accessibilità delle aree possono cambiare.

Fonti