Una sera d’inverno, tre dischi sul tavolo. Nessuna classifica e nessun obbligo di conoscere già i nomi: questa è una proposta di ascolto di CelticAL, per scegliere una direzione e dedicarle un po’ di tempo.

Non sono novità discografiche né album natalizi selezionati come tali. Li accostiamo qui per costruire un percorso fra arpa, repertorio irlandese e un incontro italiano. I dati sui dischi sono verificati nei riferimenti sotto ogni tappa; le domande di ascolto sono nostre proposte.
1. Alan Stivell — Renaissance de la harpe celtique
1971. Il riferimento al disco compare nella biografia ufficiale di Alan Stivell e nella ricostruzione storica di Bretagne Culture Diversité. Per la prima tappa scegliamo dunque l’arpa.
Una proposta per ascoltare: prova a concentrarti sugli spazi fra le note, poi lascia andare questa piccola consegna. Quale immagine ti viene voglia di conservare? Non occorre trasformarla in una spiegazione: puoi anche soltanto annotarla e confrontarla con quella di chi ascolta accanto a te.
Per conoscere il musicista, continua con il profilo di Alan Stivell; se ti incuriosisce lo strumento, c’è la nostra introduzione all’arpa celtica.
2. Altan — The Widening Gyre
Compass Records, 2015. Il catalogo di Compass Records e la recensione firmata su FolkWorks permettono di identificare il disco. È la seconda direzione che proponiamo per questa sera. La recensione di Siobhán Long sull’Irish Times, anch’essa del 2015, mette in evidenza l’incontro fra tradizione irlandese e sonorità degli Appalachi, presente anche nella lettura di FolkWorks. È questo dialogo a guidare la nostra scelta.
Una proposta per ascoltare: non cercare subito il brano da aggiungere a una playlist. Segui la sequenza e scegli soltanto alla fine un passaggio a cui tornare. Se vuoi parlarne con qualcuno, comincia da una cosa concreta: un suono che hai riconosciuto, una voce che ti ha fermato, una domanda che ti è rimasta.
Dal profilo degli Altan puoi poi allargare l’esplorazione senza perdere il punto di partenza.
3. Birkin Tree — Five Seasons
Felmay, 2019, con Aoife Ní Bhríain. La discografia dei Birkin Tree conferma il 2019. Il catalogo di Felmay documenta il lavoro con la violinista; la recensione di Guido Festinese sul Il giornale della musica offre una lettura critica indipendente del disco. Fra canto e parti strumentali, il violino è un filo da seguire: entrambe le fonti sottolineano la partecipazione di Aoife. È il punto su cui proponiamo di fermarci in questa tappa.
Una proposta per ascoltare: prova questa tappa dopo una delle altre due e chiediti che cosa collega, per te, i diversi incontri musicali. Non serve stabilire chi sia «più autentico» per trovare un motivo per riascoltare.
Per continuare, trovi il profilo dei Birkin Tree, un ingresso italiano nel nostro percorso.
La prossima sera scegli tu
Questi tre dischi sono un invito a fare una scelta, non un programma da completare. Se uno ti trattiene, resta lì. Se vuoi cambiare strada, torna ai musicisti e gruppi del nostro archivio oppure all’introduzione alla musica celtica.
Per alternare l’ascolto alle pagine, ecco anche quattro percorsi di lettura sui Celti. Può essere il principio di una piccola abitudine invernale: un disco, un libro, una sera tenuta libera.

